ILYUSHIN Il-28 “BEAGLE” A CASTELLO DI GODEGO 

di Daniele Mattiuzzo

 

La piccola collezione di velivoli a Castello di Godego (Treviso), insita nel parco attiguo alla Pizzeria-Birreria Pedavena in via Roma 20, si è arricchita con l’arrivo di un raro esemplare di Ilyushin Il-28 Beagle (in codice NATO), un elegante bombardiere leggero bireattore. ll velivolo, di quasi 22 metri di apertura alare per circa 18 di lunghezza, proveniva da Cerasolo (Rimini) il famoso Museo dell’Aviazione sito in collina. L’attuale proprietario e restauratore, è il Com. Paolo Pallaro, pilota Alitalia in pensione, e prima ancora sugli F-104S Starfighter al 22°Gruppo CI, di cui un esemplare codificato “51-07” (il velivolo solitamente assegnatogli durante il servizio nel 1986) fa parte della collezione, assieme a molte “reliquie” del reparto custodite in una sorta di mini-museo. L’Ilyushin Il-28, propulso da una coppia di Klimov VK-1A (gli stessi dei MiG-15), fu costruito in Unione Sovietica, presso 7 zavod (stabilimenti), per un totale di 6316  esemplari, di cui due siti nell’area di Moskva (Mosca), la maggioranza dei quali nel n° 30 di Khodynka. Oltre al normale bombardiere (anche silurante) Il-28, fu costruito in altre versioni tra cui: ll-28R da ricognizione e la Il-28U Mascot (in codice NATO) per  l’addestramento con un cockpit aggiuntivo. Dopo aver ricevuto alcuni velivoli dall’Unione Sovietica, la Repubblica Popolare Cinese, lo costruì in poco meno di 500 esemplari, non su licenza ma, per reverse engineering dalla Harbin come H-5 (H= Hōngzhàji – bombardiere/bomber). Le versioni sovietiche, vennero ampiamente esportate, seppure in non grandi quantità, nelle nazioni del Patto di Varsavia o amiche. Nel caso della Polonia, da cui proviene l’esemplare in questione, l’allora Wojska Lotnicze (dal 1947 al 1954, ma cambiò ben dieci denominazioni! sino all’attuale SiłyPowietrzne dal 1°luglio 2004), dal 1952 al 1957 ricevette : 73 Il-28, 16 Il-28U e 9 Il-28R. Destinatari principali, furono tre reggimenti da bombardamento: 7.PLB (Pułk Lotnictwa Bombowego) a Bydgoszcz con i codici da 1 a 20 verniciati in rosso, 33.PLB a Modlin con codici da 21 a 40 in blù e 35.PLB (dal 1954 quando iniziò ad accettare gli Il-28) a Modlin con codici da 41 a 60 in giallo scuro bordati di blù. Successivamente, furono consegnati velivoli con codici da 60, 70 e 80 in su e qualcuno oltre il 100. Per gli addestratori Il-28U, i codici erano prefissati U + un numero, poi mutato in S (Szkolno o scuola), infine gli Il-28R (facilmente riconoscibili per i serbatoi sulle tip alari) prefissati da uno zero. Tra i reparti secondari/minori, figuravano il 21.SPLR (Samodzielny Pułk Lotnictwa Rozpoznawczego – reggimento autonomo da ricognizione) a Sochaczew, 19.LEH (Lotnicza Eskadra Holownicza – squadriglia traino-bersagli) a Świdwin dal 1954 e poi a Słupsk dal 1956, ed infine OSL-4 (Oficerskiej Szkoły Lotniczej – scuola ufficiali dell’aeronautica n°4) a Dęblin. Come accennato sopra, il c/n 3402207 fu consegnato al 7.PLB a Bydgoszcz in data 31.10.52 contrassegnato dal “7” rosso. In seguito, sarà trasferito all’aviazione navale il 26.06.56 dove, concluderà la carriera operativa presso la 15.SELR-MW a Siemirowice/Cewice. 

La 15.SELR-MW (Samodzielna Eskadra Lotnictwa Rozpoznawczego – Marynarki Wojennej – squadriglia autonoma da ricognizione dell’aviazione navale), fu istituita nel 1955 dalla 3a Eskadra da ricognizione staccatasi dal 30.PLMW (Pułk Lotnictwa  Marynarki Wojennej) di stanza a Gdańsk-Wrzeszcz. 

La squadriglia, era composta, almeno inizialmente, da un numero esiguo di velivoli: 3 x Il-28, 3 x Il-28R ed un biplano Polikarpov Po-2 per il collegamento, mentre la componente umana assommava a 113 militari ed un impiegato civile. Il compito della squadriglia, era la ricognizione marittima sul Mar Baltico, eseguita dagli Il-28R che, dotati del radar PSBN-M, con un raggio d’azione da 15 a 100 km, permise di condurre missioni in qualsiasi condizione meteo, indipendentemente dall’ora del giorno. Le capacità tattiche e tecniche di questi velivoli, consentivano ricognizioni entro un raggio di 950 km per tre ore (tenendo conto di una riserva di carburante del 20%), la base di partenza solitamente era Goleniów, per spingersi sino allo Stretto di Danimarca per osservare il movimento delle navi. Al rientro a Siemirowice in data 15.06.59, la non fuoriuscita del carrello destro del “7”, impose al pilota, un atterraggio di emergenza sulla parte erbosa a fianco della pista, risoltosi con lievi danni, tanto che il velivolo potè essere rimesso entro breve tempo in ordine di volo. Le revisioni principali venivano eseguite in Ucraina. La carriera di questo velivolo si concluse il 27.11.71, mentre l’ultimissimo volo di un il-28 polacco risale al 02.10.79.

Goleniów fine anni ‘50 : 7 Il-28 della 15.SELR-MW in rullaggio, dopo una missione sul Mar Baltico. E’ ben visibile il radome del radar mapping PSBN-M nel ventre della fusoliera (Mushroom in codice NATO). Krzysztof Kirschenstein collection photos.   

   

Particolare del Il-28 “7” con equipaggio della Marina Polacca, verso sinistra è leggibile la parte finale del c/n : 2207, mentre sotto la vetratura, si può notare l’apertura di uno dei due cannoncini Nudelman-Rikhter NR23 da 23 mm. Un’altra coppia, brandeggiabile in alzo, trova posto nella torretta posteriore alla base della deriva verticale.

Siemirowice 15.06.59 : il “7” atterrato in emergenza sull’erba per la non fuoriuscita

del carrello destro riportando solo lievi danni. 

 

Dopo l’avvenuta radiazione nel 1971, verrà usato come cellula addestrativa per gli specialisti, presso il COSSTWL (Centralny Ośrodek Szkolenia Specyalistow Technicznych Wojsk Lotcniczych), sito presso il vecchio aeroporto militare, in disuso, di Oleśnica, sino all’apparizione nella numerosa ed eterogenea collezione di aeromobili nel Museo dell’Aviazione di Rimini, sito in collina a Cerasolo, creato dallo scomparso Casolari, un ex pilota dell’Aeronautica Militare. Presente all’incirca dai primi anni ‘90, dopo tante cessioni è toccato anche all’Ilyushin quando, è stato acquisito dal Com. Pallaro nel 2020. Il trasporto ed il rimontaggio a Castello di Godego, non è stato semplice per le già citate dimensioni.  Ben più difficoltoso ed impegnativo, il rimontaggio (viti e bulloni arrugginiti), non avendo inizialmente a disposizione un manuale di manutenzione, poi in lingua polacca! Particolare cura è stata posta, nel trattamento, per quanto possibile, delle parti  corrose, l’immane lavoro è stato intrapreso oltre che dal Com. Paolo anche dal figlio Alvise e da uno sparuto numero di volontari tra i quali, anche la studentessa Giulia di Trebaseleghe (PD), dell’Istituto Aeronautico A.Malignani di Udine. 

A restauro ultimato, il c/n 3402207, ha perduto la sua originale identità…avendo sostituito uno sbiadito “7” rosso, con un fiammante “22”! Una “licenza poetica” che, testimonia l’attaccamento al glorioso 22°Gruppo del  Comandante Pallaro. Questo esemplare, assieme a quello di Berlin-Gatow, costituisce una rarità, quale quello esposto più ad Ovest in Europa.

Cerasolo (Rimini) “Museo dell’Aviazione” 16.07.04: 3402207 7 red, Il-28 Ray Barber/Air Britain Photographic Images photo.

Castello di Godego (Treviso) 07.09.23 : in fase di rimontaggio, presso il parco attiguo alla Pizzeria-Birreria “Pedavena”. Foto Christian Pettenà.

 

Castello di Godego (Treviso) 07.11.24 : a restauro quasi completo si nota il nuovo codice “22” red…in sintonia con il colore del 22°Gruppo CI/51°Stormo, cui è stato abbinato, visto i trascorsi nel reparto del Comandante Paolo Pallaro. 

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